Poi la mamma torna da te

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Tra emozioni contrastanti, dubbi e desideri, si avvicina il giorno del tuo rientro a lavoro.
Forse, ci stai pensando da mesi, combattuta tra la voglia di riprendere in mano un pezzo della tua vita e la paura di non riuscirci come desideri.

Ti vorrei abbracciare e dirti che forse all’inizio potrà non essere facile, ma che alla fine, non sarà impossibile

Ti invito a confrontarti con le mamme che hanno vissuto quest’esperienza prima di te, per cercare supporto e consigli.
Qui vorrei lasciare degli spunti che spero potranno indirizzarti verso le scelte e l’organizzazione più consona alla tua famiglia, per il rientro a lavoro.
EMOZIONI IN CIRCOLO
Raccontatele, non nasconderle. Concediti la possibilità di legittimarle, chiamandole per nome.
Chiediti : “Come mi sento?” “Con chi posso parlarne?”. Condividi il tuo sentire con il tuo compagno o con chi si occupa insieme a te, del bambino.
Molte mamme desiderano rientrare a lavoro dopo mesi intensi dedicati totalmente all’accudimento del loro bambino, che le ha portate a mettere da parte impegni ed occupazioni.
Ma, nascoste dietro l’angolo, eccole, paura e senso di colpa sono in agguato.
Di solito sono la paura di non essere in grado e di far soffrire il proprio bambino che mandano in tilt le mamme.
Per rassicurati vorrei farti passare l’idea che grazie a scelte consapevoli, collaborazione e ad una buona organizzazione, tutto andrà per il meglio!

Molto in breve:

ABBI FIDUCIA
Fiducia in te stessa, nel tuo bambino e in chi si occuperà di lui in tua assenza.
Fidati di te, sei una donna 🙂 hai mille risorse!
Fidati del tuo bambino, per lui sei comunque un punto di riferimento, il punto di riferimento; in tua assenza farà esperienze nuove e stringerà relazioni significative.
Le mamme raccontano la felicità e il cuore che batte al loro rientro, quando riprendono tra le braccia il proprio bambino.
Affida il tuo bambino a persone di cui ti fidi o a servizi che ispirano la tua fiducia; se non sei serena, inutile negarlo, lui lo sente.
PREPARATEVI AL DISTACCO
Se non ti sei mai allontanata da tuo figlio, il consiglio è quello di farlo gradualmente.
Ti propongo di pensare a rituali di saluto (salutalo sempre, anche all’inizio, è importante) e attività da fare insieme quando rientri a casa.
Spiega dove andrai, cosa farai e quando rientrerai. Prediligi parole semplici e anche immagini.
Giocare al cucù o a nascondino, può veicolare il messaggio ” come gli occhi che si nascono e poi spuntano, così la mamma va e poi torna!
Puoi anche scegliere dei libri che parlano del tema (ad esempio, TRE PICCOLI GUFI di Martin Waddell e illustrato da Patrick Benson).
DELEGA e PENSA ALL’ORGANIZZAZIONE
Se credi di non riuscire a fare tutto da sola, delega. Chiedere aiuto, semplifica; nessuno ti darà una medaglia (anche se dovrebbero!!!)
Nel tempo libero puoi pensare di preparare pietanze di emergenza da congelare o cuocere dei contorni da tenere in frigorifero.
Ti suggerisco di preparare i vestiti e l’occorrente per una nuova giornata, (compreso il tavolo pronto per la colazione) la sera prima.
PUOI CONTINUARE AD ALLATTARE IL TUO BAMBINO
Fino al primo anno di vita del bambino o entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento, la lavoratrice e il lavoratore dipendente hanno diritto a due ore al giorno di riposo per allattamento, se l’orario di lavoro è di almeno sei ore giornaliere, e a un’ora, se l’orario è inferiore a sei.
L’indennità equivale alla retribuzione.
In linea generale ti serve sapere che il latte materno, spremuto o estratto, può essere conservato a temperatura ambiente (dalle 4 alle 8 ore in base alla temperatura) in frigorifero o congelato, e riutilizzato al momento utile. Si consiglia di riempire ogni contenitore con 60/80 ml, per evitare sprechi.
E’ possibile proporre il latte materno con un bicchierino, una siringa o un cucchiaino, senza dover ricorrere all’uso del biberon che potrebbe essere un interferente.
Per la conservazione e la somministrazione del latte tirato, posso darti indicazioni dettagliate
Scrivimi a info@fiordimamma.it
PUOI ASSENTARTI DAL LAVORO IN CASO DI MALATTIA DEL TUO BAMBINO
Durante la malattia del figlio, i genitori hanno diritto alternativamente ad assentarsi dal lavoro.
E’la legge 53/2000 che lo prevede.
I permessi sono in numero illimitato fino al compimento del terzo anno di età (nel settore pubblico i primi 30 giorni di permesso chiesti, sono pienamente retribuiti).
Sono previste cinque giornate all’anno per ogni genitore dal quarto all’ottavo anno.
Per malattia non si intende necessariamente un evento acuto e isolato, ma una qualsiasi modificazione nello stato di salute del bambino.
Per altre informazioni non esitare a contattarmi.
SCEGLI CON CURA IL SERVIZIO EDUCATIVO
Per la scelta del servizio educativo che si occuperà di tuo figlio, presta attenzione.
Anche se è un fattore discriminante, non valutare solo i costi.
Sarebbe opportuno capire, tra le altre cose, qual’è il rapporto numerico adulto/bambino? Il personale è adeguatamente formato? Quali sono le teorie di riferimento e gli approcci? Come viene gestito l’inserimento?
SE LA SCELTA RICADE SUI NONNI O LA TATA?
Anche in questo caso è opportuno fare delle considerazioni e valutare.
Qual’è il tuo rapporto con i nonni del bambino? Il vostro stile educativo è affine? Quali sono i punti fermi sui quali non accetti interferenze?
Se ti orienti verso una tata, sarebbe il caso di considerare formazione ed esperienza, proponendole dei giorni di prova.

Se lo desideri, su queste ed altre tematiche, posso supportarti con una consulenza di persona o via skype

Per concludere , soffermiamoci sui dati rekativi a madri e lavoro.

Le statistiche mostrano una diffusione consistente di dimissioni volontarie da parte dellelavoratrici madri. Nel 2016, il 78% delle dimissioni volontarie ha riguardato le lavoratrici madri, e solo il 22% i lavoratori padri. Le donne si licenziano per difficoltà di gestione. Si riscontra l’assenza di parenti di supporto, carenza di nidi pubblici e costi elevati per i privati.

“La carenza dei servizi sociali, soprattutto al Sud, e l’ insufficente sostegno alla maternità e paternità fanno sì che il 30% delle madri che hanno un lavoro lo interrompe alla nascita del figlio” dichiara l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), rete di esperte ed esperti che sta vigilando sul raggiungimento degli obiettivi dell’Agenta 2030, in Italia.

Per il 2017 e 2018, troviamo i voucher per gli asili nido, il  ‘Bonus bebè’ (1000 euro annui per l’iscrizione in asili pubblici o privati per i nati dall’anno 2016, non detraibile fiscalmente) e il ‘Bonus mamma domani’ (800 euro per le nascite e adozioni del 2017).

E’inutile dire che ci aspettiamo maggiori tutele e facilitazioni.

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Ciao! Sono Giusy, educatrice socio pedagogica dal 2009 e attualmente in fase finale di formazione in area perinatale (Mipa di Brescia). Ho sempre lavorato a fianco di famiglie e minori; oggi, mio sguardo e il mio cuore sono principalmente rivolti a mamme e neonati. Se mi seguirete, leggendo i miei post, capirete come l'esperienza della maternità ha influenzato il mio pensiero riguardo gravidanza, nascita e post parto. Se vi piace ciò che scrivo condividete i miei articoli e seguitemi sulla pagina facebook di Fiordimamma