Quando si dice “colica”

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  1. Qualche giorno fa, durante l ‘incontro dedicato al massaggio nella zona addominale del neonato, con le mamme che stavano partecipando al corso, si è parlato di “coliche” .

Perche’ tra virgolette?

Partendo dal presupposto che per il neonato, il pianto è  una modalità di comunicazione verbale, ho sottolineato che non possiamo sempre collegarlo a un malessere. Il neonato piange per esprimere i suoi bisogni, che sono molteplici.
Il pianto e’ naturalmente pensato per chiamare a sé il genitore, e’ un richiamo di sopravvivenza. Stando accanto al bambino, il genitore impara a comprendere e riconoscere i segnali non verbali che anticipano il pianto.
Anticipare. Un verbo interessante, che nelle prossime righe, ritroverete.

Quando, dopo le tre settimane di vita, il neonato piange, in modo continuativo e verso sera,  il genitore, attivandosi, prova a calmarlo ricorrendo a qualsiasi mezzo e riconduce il pianto alle coliche.

Questi sono i segnali che i genitori osservano:

  • Il neonato distende le gambe in avanti
  • I suoi muscoli sono tesi
  • le mani e le braccia si agitano,
  • Il viso è rosso
  • Il pianto è inconsolabile

Se tutto cio’ si verifica per almeno tre ore, almeno tre volte la settimana, almeno per tre settimane di seguito, possiamo parlare di coliche.

Dobbiamo pero’ ricordare che il sistema nervoso autonomo e quindi il tratto gastro-intestinale è  immaturo. 
La difficolta’ ad espellere aria e’ quindi fisiologica.
Prima vi scrivevo dell’importanza del verbo anticipare. Cosa può fare un genitore?
Creare un ambiente sereno, limitare gli stimoli sonori e visivi. Praticare l’alto contatto, anche attraverso il babywearing (la posizione a M delle gambine aiuta molto).
Massaggiare. Farlo ogni giorno, come un rito.
Durante la “crisi” invece sara’ importante rassicurare il neonato, mantenere la calma e una posizione che offra sostegno e sicurezza. Consigliate le spugnature caldo umide in zona perineale.

Sapete che tra le popolazioni dei paesi in via di sviluppo non si conoscono le coliche NEONATALi?

Poniamoci due domande, abituati come siamo a tenere i neonati non addosso ma nei passeggini per ore.

E allora, chiederete, se non sono coliche, perche’ dopo il pianto e la tensione, il piccolo spesso emette aria e talvolta feci? Poiche’ si tratta di un effetto. L’aria intestinale non e’ la causa dell’agitazione ma la conseguenza.

Vi lascio alle vostre riflessioni e se vi va, condividetele.

 

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Ciao! Sono Giusy, educatrice socio pedagogica dal 2009 e attualmente in fase finale di formazione in area perinatale (Mipa di Brescia). Ho sempre lavorato a fianco di famiglie e minori; oggi, mio sguardo e il mio cuore sono principalmente rivolti a mamme e neonati. Se mi seguirete, leggendo i miei post, capirete come l'esperienza della maternità ha influenzato il mio pensiero riguardo gravidanza, nascita e post parto. Se vi piace ciò che scrivo condividete i miei articoli e seguitemi sulla pagina facebook di Fiordimamma